Forze dell’ordine, pensioni d’oro in Italia

Pensioni, queste sconosciute. O almeno così sembra per la maggior parte delle nuove generazioni di lavoratori. C’è però chi se la passa bene, almeno stando a quanto emerge da un dossier dell’INPS: i dipendenti delle forze dell’ordine, in particolare il comparto difesa e sicurezza.

Sì, perché il 90% delle pensioni di carabinieri, polizia, forestale, difesa, guardia di finanza e vigili del fuoco ha un importo quasi doppio rispetto al metodo contributivo. Per l’INPS, 9 assegni su 10 hanno “un’età alla decorrenza inferiore a 57 anni. Fino a quell’età i trattamenti in essere sono in media quasi il doppio rispetto a quelli ricalcolati con il contributivo”.

Qualora le pensioni fossero ricalcolate col metodo contributivo, sarebbero già di almeno il 25% inferiori rispetto a quelle attuali. Si tratta di pensioni che toccano 536.000 persone circa, che potrebbero aumentare ancora quest’anno, visto che nel 2015 sarà possibile utilizzare ancora il diritto di anzianità, per andare in pensione a 57 anni e 3 mesi, con 35 di contributi – oppure 40 anni e tre mesi senza limite d’età.

 

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