Expo 2015, altro che 70.000 posti di lavoro…

Quando Milano è stata scelta come sede dell’Expo 2015, politici e addetti ai lavori hanno salutato l’evento come una sorta di manna dal cielo, dal punto di vista dello sviluppo economico. Sembrava che come minimo sarebbero stati creati 70.000 nuovi posti di lavoro, anche se i più ottimisti si spingevano fino a 200.000.

Tutti a Rho-Fiera e Pero, dunque, a caccia di un nuovo impiego. E invece no. A quanto emerge dai dati divulgati dall’Osservatorio sul mercato del lavoro della provincia di Milano, Expo ha contribuito a creare la miseria di 3.442 nuovi posti di lavoro. Il dato è ancora più assurdo se si guarda al numero di imprese coinvolte nell’Expo 2015, che è di 1.519: praticamente si parla di poco più di due nuove assunzioni per ciascuna impresa.

Secondo la Cgil, il numero di lavoratori è destinato comunque a salire tra maggio e novembre 2015, durante l’apice dell’Expo, ma non dovrebbe superare quota 15.000 unità. Siamo ancora molto lontani anche dall’estremità più bassa della forbice promessa quando, nel 2007, Milano inviò la propria candidatura.

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