Brunetta e Fassina parlano dell’aumento dell’IVA

Dopo che il Presidente del Consiglio dei Ministri Letta ha lanciato l’allarme di un eventuale ritorno dell’IMU in caso di caduta del Governo, le attenzioni si sono subito spostate sull’Imposta sui Valori Aggiunti (IVA) ed il suo previsto aumento che dovrebbe portarla a quota 22%.

L’aumento in programma dal 1 ottobre 2013 e contro il quale l’attuale governo non sembra essere ancora riuscito a trovare le risorse necessarie è stato oggi al centro delle dichiarazioni di due “falchi” appartenenti a schieramenti diversi come l’esponente del PDL Renato Brunetta  e quello del Partito Democratico Stefano Fassina.

Quasi a voler scongiurare i pericoli di una crisi imminente legata al complesso destino del senatore PDL Silvio Berlusconi, l’onorevole Brunetta ha provato a raffreddare gli animi dichiarando che “A giorni ci sarà un decreto di non aumento dell’Iva con relativa copertura. Ve lo dico, è una garanzia”.

Meno convinto ma altrettanto consapevole dell’importanza di evitare l’aumento dell’IVA visto lo stato precario dell’economia italiana e la necessità di portare il Paese verso una nuova crescita economica anche il viceministro all’Economia Stefano Fassina, secondo cui “l’aumento dell’Iva sarebbe molto negativo. avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato”.

 

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