Banche centrali: c’è fermento sulle prossime mosse

Periodo piuttosto intenso per le banche centrali mondiali, chiamate a indicare la via verso l’uscita dalla crisi economica che attanaglia i mercati ormai da diversi anni. Quali saranno le decisioni intraprese?

Cominciamo dalla Federal Reserve, che a quanto pare ad ottobre porrà fine al programma di acquisti e obbligazioni; gli analisti, tuttavia, ritengono che l’impatto sui mercati non sarà poi molto significativo. Più che altro, gli esperti ritengono che la Fed dovrà evitare di ripetere ciò che accadde nel 1937-1938, quando la normalizzazione della politica monetaria portò a un crollo dell’attività economica.

Per quanto concerne la Banca d’Inghilterra, sembra ormai avviato il processo che porterà all’aumento dei tassi d’interesse, che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Si parla di un aumento di 25 punti base entro la fine del secondo trimestre dell’anno prossimo.

La Banca Centrale Europea, infine, ha recentemente ridotto dello 0,15% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento e dello 0,10% il tasso sui depositi, cosa che non dovrebbe cambiare almeno fino alla fine del 2016 o addirittura del 2018. E non è tutto: la BCE, guidata da Mario Draghi, dovrebbe anche lanciare un programma di iniezione di liquidità. Si parla di 400 miliardi di euro, a favore delle imprese; dal programma sono però esclusi i mutui.

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