Asia-Pacifico, vola la Borsa: male soltanto Shanghai

Il mercato azionario dell’area Asia-Pacifico si prende con merito gli onori della cronaca: mai così bene da tre anni a questa parte, in virtù di un trend economico positivo che ha spinto gli investitori a rischiare più del solito.

Wall Street si ritrova a un livello mai raggiunto, grazie alla tendenza degli operatori e dei gestori a passare dall’obbligazionario all’equity; allo stesso modo, i tassi molto bassi nelle principali economie e una volatilità dei mercati pressoché nulla stanno spingendo gli investitori verso il carry trade.

Detto della Borsa di Tokyo, dove il Nikkei ha chiuso a 15.369,97 (+0,29%, mai così bene da fine gennaio), l’indice Msci – che comprende tutta l’area dell’Asia-Pacifico, escluso Tokyo – vola a 499,31, per un ottimo +1,11%.

Nel dettaglio, solo Shanghai ha perso qualcosa; Hong Kong tocca vette inesplorate negli ultimi 7 mesi (+1,2% per Prada), mentre l’indice BSE di Mumbai – dopo le dichiarazioni di ieri del ministro delle Finanze Arun Jaitley contro il ‘populismo insensato’ – è arrivato ai massimi.

Seoul chiude bene come non gli capitava da fine maggio, mentre per Taiwan arriva il record dal 2007 ad oggi, con TSMC (fornitore di Apple) a farla da padrone. Anche Sydney sorride: +1,5%.

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